04 Luglio, 2008 14:34
Prestigio del terrore
Inviato da anarcosurr, Categorie [ La Sortie de l'école ][ (4) Commenta ] | [ (0) Trackback ]
Parafrasando le belle parole di Mario Lippolis: tutto è già stato detto, ma nessuno ha ascoltato.
Per questo insisto a scrivere appunti come questi su libri inconsueti. Ed è anche grazie a Giancarlo, capace di far uscire dal vasto cappello delle sue amicizie e della sua esperienza idee ribelli una dietro all'altra.
Detto questo, un anno fa usciva l'edizione italiana a cura di Mario Lippolis di Prestige de la Terreur, una raccolta di saggi di Georges Henein pubblicata per la prima volta al Cairo il 17 agosto del '45.
Ma chi è Georges Henein? Uno che è stato scambiato per un omonimo di se stesso da un giornalista norvegese. Un poeta, un surrealista e un rivoluzionario. Nel 1937 ha fondato al Cairo dove era nato il gruppo Arte e libertà, dal 1939 aderì al FIARI di Breton e Trockij, dopo la guerra, prima coordinò i movimenti surrealisti di svariati paesi e allontanatosi poi dal movimento, ha scritto come giornalista esperto di questioni del terzo mondo. E' morto nel 1973 a Parigi.
Per l'essere civilizzato vi è qualcosa di peggio della sua perdita di potere sugli organismi che lo rappresentano e agiscono in suo nome. E' la rassegnazione a questa perdita. Rassegnazione di cui ci avvertono segni innumerevoli e flagranti. Rassegnazione che – in guerra come in pace – noi riconosciamo in base all'atteggiamento standard di persone dotate, colte e portate all'azione – e tuttavia immerse nel giulebbe della loro disfatta. Questa rassegnazione sta in quattro parole: “In mancanza di meglio...”
Se si aderisce al Partito comunista (o a qualsiasi altro...) senza avere la minima garanzia della sua politica presente e futura, è “in mancanza di meglio...” [...] Se si vota per un candidato il cui aspetto politico vi ripugna e la cui fermezza politica si rivela dubbia, è “in mancanza di meglio...” [...]
Ho scelto solo un paio da un lungo elenco...
Si può fuggire, cercare delle condizioni migliori in un altro luogo, ma ogni luogo è pervaso dal timor panico della libertà. E la possibilità di fuggire non esiste neanche per tutti. Infatti il primo segno dell'imporsi del terrore è “la progressiva cancellazione del diritto di asilo” – dove ora è minacciata la stessa libertà di movimento delle persone, tra l'altro su base razziale...
L'altro segno è la “deportazione organizzata dei lavoratori” – una buona definizione per il nostro sistema di gestione della forza lavoro non in base a un criterio razionale, ma di profitto, e in aperto spregio dei diritti umani.
E, infine,
Ultima tristezza, nel campo che ha sempre saputo sottrarsi alle pressioni dei regimi arbitrari del passato, nel campo del pensiero che va all'attacco, del pensiero politico, ancora ieri portatore di speranza, si assiste ad uno strano adattamento all'ordine crudele e vano che si va delineando sotto i nostri occhi.
Anche gli intellettuali e gli scrittori sono più interessati a comprendere i meccanismi del terrore per farli propri, magari ribaltandoli su base ideologica, piuttosto che per disinnescarli.
Ma ci sarà qualcuno, qualche dente che trattiene la
lama impedendole di falciare
quello che resta dell'umanità, e sarà:
Non un partito, ma forse dei partigiani di un genere nuovo che abbandonassero i modi classici dell'agitazione per dei gesti di perturbazione altamente esemplari.
Se il fascismo ha accelerato “lo sviluppo dell'elefantiasi morale e materiale che affligge le potenti [allora] istituzioni di “sinistra” nella quali la voce della massa si perde con la stessa facilità di quella degli individui”, la nuova guerriglia di pensiero dovrebbe avere lo scopo di soppiantare l'iniziativa delle gerarchie politiche.
Strappando ai partiti il monopolio del pensiero sociale e riducendoli al ruolo di meri esecutori prima o poi si potrà, sosteneva Henein, superare il blocco che le forze di governo come di opposizione impongono alla vita politica. E si potrà anche sciogliere il più insidioso e profondo blocco costituito dalla noia e dall'orrore della libertà, dal conformismo e dal terrore, che prima ancora di essere propagandati dalle istituzioni, hanno una inquietante origine nei singoli individui.
Si può sperarlo ancora?
CRC
Georges Henain Prestigio del terrore, Edizioni Colibrì - I libri dell'Oroboro, 2005





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