Primo sorso. Un gusto forte. Cerchi di seguire gli effluvi che fanno la loro comparsa scomparendo un attimo dopo per far spazio a un altro sapore, che a sua volta svanisce.

Secondo sorso. I caratteri effimeri si affievoliscono sempre più rapidamente, il gusto prende corpo, sempre più pieno. Ti sembra di riconoscere i sapori che altri hanno individuato per te, quelli che erano scritti nella descrizione sul menu.


Terzo sorso. Ogni sorsata è un piacere. Ora nulla stona più, riconosci distintamente che ciò che prima non sapevi decifrare è effettivamente aroma di caffè tostato, che si sentono erbe secche nell'abbocco. Che quello che ti resta in bocca è sapore di lievito, che un tempo ha creato questo capolavoro, ma ora giace inerme.


Quarto sorso. Quinto sorso. Sesto sorso...


Ultimo sorso. Vuoti il boccale. La soddisfazione è totale. Nell'assaporarlo, ti pare di scorgere un sapore nuovo, mai sentito prima, stonato... anche lui sparisce. Ultima traccia ne è la schiuma che ti rimane sui baffi. Ma il dorso della mano è rapido a rimuoverla.

 

g.